Arte concettuale o provocazione!

Sono indispettito da questo modus fortemente condizionato da fattori tutt'altro che artistici, di fare arte oggi.

 

Premesso che per “essere”, esistere insomma, devi “essere visibile”, con tutti i conseguenti malesseri ossessivo compulsivi derivanti da questa esigenza che equivarrebbe nell'essere presenti ad ogni costo su i vari social media ecc. ecc.

 

La domanda che mi faccio e vi faccio é la solita ed é quella che si fanno in tanti da sempre, almeno da quando Marcel Duchamp cambia le carte in tavola ed é la seguente: Cosa é arte e cosa non lo é?

 

Considerando che da qualche tempo mi sembra di notare, che l'idea imperante consista nel fatto che sia sufficiente emulare un fatto, una griffe, un logo, un' opera popolare, e che basti solo questo... per diventare artista. Così approfittando dei banali principi di elementare psicologia di “similitudine ed autorità”, sembra naturale che io assuma lustro, importanza, ricalcando appunto, il prestigio, valore da questo o quel “Vuitton o Prada o ancora Dollaro o Banksy di turno.

 

L'equivalenza risultante quindi é la seguente: logo importante o opera famosa, é uguale a “io sono un artista importante e di prestigio.

 

Si é passati quindi, dalla geniale intuizione di Andy Warhol che tutti conosciamo come i famosi 15 minuti di celebrità, evidenziati ed elevati ad arte come un banale momento della vita di tutti possa essere in se e per se arte, per cui un detersivo come Brillo diventa arte piuttosto che lo steriotipo dell'immagine di Marilyn Monroe o David Bowie siano in se arte. E questo, viva Dio, é un concetto assodato e presente nel mondo dell'arte da più di 70 anni.

 

La stortura, in quello che invece succede oggi, sembrerebbe l'esatto opposto! Ossia che l'artista emulando il brend o l'opera importante si appropri della loro visibilità, importanza e prestigio con l'intento di elevare se stesso e il suo lavoro ad arte.

 

In questo contesto delirante, ho deciso di prendere posizione, schierarmi e provocare fortemente il collezionista con l'idea nuova di: “essere io stesso arte”, quindi, in convinta opposizione a questo maldestro tentativo di sembrare, approfittare, avvalersi per piacere ed esserci a tutti i costi, ho deciso invece di “valere” e di impormi come artista, banalmente perché lo sono, o ho deciso di esserlo! E a prescindere da quello che realizzo e dal riscontro che tutto questo abbia sul collezionista, io valgo in quanto: “io d'artista” ed allora? Superando il meraviglioso concetto di Manzoni e la sua “merda d'artista” che, anche se pur simbolico e concettuale alla fine é filosoficamente e materialmente sostenuto dalla materia, quindi la lattina contenente le sue presunte o reali feci, ho pensato di evolvere il concetto rendendolo puramente teorico e virtuale. La provocazione quindi diventa : oggi la mia essenza é arte, quindi, anche solo il mio nome o tutto quello che sono o che faccio é arte”!

 

A questo punto il passo é breve, il valore non é più assoluto misurabile e convenzionale. Non c'è più un ipotetico oro a misurare il valore del mio fare ma solo la capacità di calcolo, di pensarlo, diventa il vero valore assoluto... Cripto valuta, nft...?

 

Beh... Ed ecco che allora nasce la mia di cripto valuta puramente accademica e simbolica: “La Wawakiki Art Coin, by Butera”

 

Ogni rivoluzione ha sempre avuto i suoi simboli tangibili, quindi oggettivando il mio concetto, ho creato una moneta fisica e puramente simbolica costituita da un bassorilievo a tiratura limitata con tutte le peculiarità tipiche della moneta di conio corrente a parte l'importantissima differenza che qui il valore lo attribuisco io arbitrariamente.

 

L'opera é realizzata in p.l.a. biodegradabile rifinita, colorata e firmata a mano. Le dimensioni sono di cm. 20X20 altezza cm. 3,5 risultando di fatto un opera unica.

nun ta regghe più!!! 🤣🤣🤣
https://youtube.com/shorts/mI_DnjXSmkg?feature=share